Quando un altro anno se ne va, c’è sempre un po’ di nostalgia. E non importa se, magari, non è stato un anno poi così indimenticabile. Come, ad esempio, non lo è stato per l’Inter, che per la prima volta da 8 anni a questa parte non ha alzato neanche un trofeo.
Niente coppe, dunque, ma tante speranze per il futuro. Archiviata la quarta parentesi (ancora una volta negativa) del dopo-Mourinho di Ranieri, da aprile in poi è toccato al rampante Stramaccioni, già campione d’Europa con la sua Primavera, tentare di aprire una nuova era ad Appiano Gentile. E il bilancio, a 9 mesi dall’avvio del progetto Strama, è tutto sommato positivo. Affari mirati (su tutti lo scambio Cassano-Pazzini) e nuove sperimentazioni tattiche (con il passaggio a 3 in difesa), ma anche qualche crisi d’identità di troppo certificata dagli attuali 9 punti di distanza dalla Juve capolista.
L'analisi però appare rovinosa se si considera l'operato dell'attuale D.T. nerazzurro Marco Branca. I vari acquisti da lui fatti e costati all'Inter c/a 30 milioni di euro (vedi Alvarez,Jonathan,Silvestre e Pereira) potevano essere investiti in modo migliore, credendo ad esempio nel potenziale di Poli o in tanti altri ottimi giocatori disponibili sul mercato. Azzeccata è stata invece l'idea di riscattare il buon Guarin dal Porto, scoperto e fortemente voluto dal buon Cordoba, e che si è rivelato una pedina fondamentale per questa prima parte di stagione e che ha trovato la chiave per risolvere molte situazioni difficili in diversi match. Ma c'è bisogno di una svolta. Quella che mesi fa auspicavamo non è arrivata. C'è bisogno di un progetto serio, che porti di nuovo la fiducia e la voglia di avvicinarsi, a tanti tifosi un po' delusi da questa gestione, alla grande famiglia nerazzurra...
L’Inter è ancora un cantiere aperto, che necessita di ritocchi e dosi di continuità. Sarà il 2013 a farci capire meglio che tipo di opera potrà essere ammirata una volta ultimati i lavori. Non dimentichiamo che la Juve ha dovuto affrontare 2 stagioni da 8°posto prima di creare, ad onor del vero, quella QUASI "invincibile armada" degli ultimi 2 anni. Intanto, riviviamo nelle nostre foto l’anno che si è concluso.
Sabato 7 gennaio: l’anno dell’Inter inizia alla grande! Il Parma è sepolto a San Siro per 5-0 (doppietta di Milito, Motta, Pazzini e Faraoni). Ranieri può sorridere, i suoi ragazzi fanno finalmente intravedere sprazzi di bel gioco.
Domenica 15 gennaio: è un’Inter solida e cinica quella che trionfa nel primo dei tre derby di questo 2012. Il gol di Milito, su gentile omaggio di Abate (ancora lui), a inizio ripresa sigilla la sesta vittoria consecutiva della truppa di Ranieri.
Domenica 22 gennaio: la Beneamata vince ancora, stavolta in rimonta. Al vantaggio di Rocchi rispondono Milito e Pazzini per un 2-1 finale giunto al termine di una prestazione opaca. La Juventus capolista dista 6 punti e c’è chi parla addirittura di scudetto…
Mercoledì 25 gennaio: al cospetto del Napoli futuro vincitore della competizione, l’Inter esce dalla Coppa Italia nella notte del San Paolo. Dopo la vittoria di una settimana prima sul Genoa (2-1, Maicon e Poli), i nerazzurri vengono stesi dalla doppietta di Cavani.
Domenica 12 febbraio: inizia così il periodo nero dei nerazzurri, il cui punto più alto (o più basso, a seconda delle prospettive) è rappresentato dalla storica sconfitta interna contro il Novara ultimo in classifica. È Caracciolo a giustiziare l’Inter che, tramortita, andrà k.o. anche nelle successive partite contro Bologna (ancora a San Siro) e Napoli.
Venerdì 9 marzo: l’attesa per la vittoria si prolungherà sino alla serata di Verona quando, 47 giorni dopo l’ultima affermazione, i nerazzurri ritroveranno i 3 punti grazie ad uno 0-2 firmato dai gol nel finale di Samuel e Milito.
Martedì 13 marzo: la gioia per la vittoria ritrovata è presto stroncata. La beffa di Champions nel ritorno degli ottavi di finale contro il Marsiglia è di quelle difficili da digerire. Dopo l’1-0 patito in Francia (con gol in pieno recupero), l’Inter assedia l’area di Mandanda e alla fine passa con Milito. Ma, ancora in pieno recupero, Brandao castiga i nerazzurri. A niente vale il 2-1 su rigore di Pazzini, siglato subito dopo.
Domenica 25 marzo: l’Inter riprende dunque il suo crollo verticale in campionato. Dopo lo 0-0 interno con l’Atalanta, a fine marzo arriva il tracollo dello Juventus Stadium, che costerà la panchina ad un oramai impotente Claudio Ranieri.
Domenica 1 aprile: è allora il turno del giovanissimo (36 anni, tre in meno di Zanetti!) Andrea Stramaccioni, fresco del trionfo in NextGen Series (una sorta di Champions a livello giovanile) con i ragazzi della Primavera. L’esordio è di quelli da ricordare: scoppiettante 5-4 al Genoa (tripletta di Milito, Samuel e Zarate) che fa risorgere anche chi, come Zarate, fino a quel punto aveva deluso.
Mercoledì 25 aprile: l’obiettivo non dichiarato della Strama-Inter è quello di agganciare il terzo posto, l’ultimo valido per qualificarsi alla Champions League della stagione successiva. E, con 14 punti nelle prime 6 gare, i nerazzurri riagguantano clamorosamente Lazio, Napoli e Udinese a quota 55, con 3 partite da giocare. L’apice di questa mini-serie positiva è toccato nella gara di Udine, quando Sneijder (doppietta) e Alvarez abbattono i friulani nello scontro diretto.
Mercoledì 2 maggio: un affranto Diego Milito osserva affondare definitivamente il sogno Champions della sua Inter. Nella notte di Parma, l’Inter palesa tutti i suoi limiti fisici e mentali al termine di una rincorsa sfiancante. Dopo il vantaggio di Sneijder, vero e proprio trascinatore dei nerazzurri in questo frangente, ci pensano Marques, Giovinco e l’ex Biabiany a far ritornare sulla terra la squadra di Stramaccioni.
Domenica 6 maggio: stanchi sì, ma con ancora tutta la determinazione necessaria per portare a casa il secondo derby stagionale. L’Inter fa 2 su 2 al termine di una gara pazzesca per intensità ed emozioni, dominata da un triplo Milito anche se parzialmente stravolta dall’arbitro Rizzoli, che con un rigore inesistente rischia di lanciare la rimonta rossonera. E il missile finale di Maicon è la ciliegina sulla torta di una serata strepitosa.
Domenica 6 maggio: la notte del 4-2 al Milan nel derby coincide con l’ultima apparizione di Cordoba a San Siro. La bandiera nerazzurra, dopo 12 anni di onorata militanza, viene così celebrato dai compagni e da tutti i tifosi interisti.
Martedì 24 luglio: archiviata la stagione 2011/12 (conclusa con la sconfitta di Roma contro la Lazio) e la tournée indonesiana (tenutasi a fine maggio), l’Inter riparte, dopo la pausa estiva, per la nuova stagione (con la novità della bistrattata maglia rossa). Sul mercato i nerazzurri si muovono molto: tra giugno e luglio arrivano Palacio, Silvestre, Handanovic e Mudingayi, oltre al riscatto definitivo di Guarin. Lasciano invece Forlan, Lucio, Poli, Faraoni e Castaignos. Ma il meglio, sul fronte acquisti, deve ancora venire.
Domenica 26 agosto: e arriva, puntuale, circa un mese più tardi. In cambio dell’epurato Pazzini, dal Milan arrivano 7,5 milioni accompagnati da un certo Antonio Cassano. È il colpo finale di un agosto che ha portato in dote pure l’esterno Pereira (dal Porto) e il centrocampista Gargano (dal Napoli). E nell’esordio di Pescara (qui sopra Cassano all’uscita del tunnel) l’Inter di Strama vince e convince: 0-3 firmato Sneijder, Milito e Coutinho.
Giovedì 30 agosto: proprio negli ultimi giorni di mercato saluteranno però due colonne del Triplete come Maicon (direzione Man City) e Julio Cesar (al Qpr). L’addio allo storico portiere nerazzurro, in particolare, farà commuovere molti tifosi. A Julio, infatti, viene concesso l’ultimo saluto al pubblico interista prima della partita di Europa League col Vaslui (playoff di ritorno, pareggiato 2-2). Saranno momenti indimenticabili, suggellati dalle lacrime sincere di colui che, con le sue parate, ha contribuito ad acchiappare qualcosa di più di un semplice sogno.
Domenica 23 settembre: l’andamento dell’Inter, nel frattempo, comincia a traballare. È soprattutto il tabù San Siro a preoccupare i nerazzurri. Su 5 gare giocate fra le mura amiche, infatti, nessuna vittoria e, anzi, ben 3 sconfitte. Tra cui quella col Siena per 0-2, la più clamorosa. Il 4-3-2-1 di Strama, con Sneijder e Cassano ad assistere Milito, non ingrana.
Domenica 7 ottobre: urge, dunque, una rivoluzione tattica. Resa effettiva dalla difesa a 3 con la promozione del giovane Juan Jesus fra i titolari, a scapito del balbettante Silvestre. È l’inizio di un periodo fortemente positivo, a cui contribuisce – e non poco – la terza affermazione su tre nel derby nel giro di 10 mesi. È un en pleinstorico per i colori nerazzurri, che nella stracittadina ridono ancora grazie ad uno 0-1 targato dal talismano Samuel.
Domenica 7 ottobre: e, a fine gara, la dedica di Strama è tutta per quella Curva Nord che l’ha sempre sostenuto. È con questo gesto che l’attaccamento del pubblico al suo allenatore si rafforza definitivamente.
Mercoledì 31 ottobre: è un’Inter che sembra capace di superare qualsiasi difficoltà, come quando rimonta la Samp a San Siro per un 3-2 finale (Milito, Palacio, Guarin) che precede l’attesissima sfida dello Juventus Stadium. La piacevole scoperta di Juan Jesus, i ritorni in auge di Ranocchia e Cambiasso, ma anche la sicurezza garantita dalla saracinesca Handanovic, l’erede più che degno di JC.
Sabato 3 novembre 2012: e, finalmente, il grande giorno arriva. O meglio, la grande notte. La super-sfida con la Juve è pensata e ripensata dall’astuto Strama, qui immortalato con uno sguardo concentratissimo a una manciata di minuti dal fischio d’avvio. L’Inter arriva alla gara di Torino da seconda in classifica alle spalle proprio dei bianconeri, forti di 4 punti di vantaggio.
Sabato 3 novembre: dopo un primo tempo propositivo ma poco concreto, l’Inter sfodera una prestazione da urlo nella ripresa. Il vantaggio (viziato da un netto fuorigioco) siglato da Vidal nel primo tempo dopo neanche un minuto di gioco tramortisce l’Inter, ma non la atterra. E la rimonta, avviata dal rigore di Milito, viene finalizzata grazie al secondo gol del Principe e al sigillo di Palacio.
Sabato 3 novembre: al fischio finale di Tagliavento, tutta la squadra nerazzurra esplode nei festeggiamenti. È di gran lunga la notte più bella dell’anno, la resistenza di una Juve fin lì sempre imbattuta in casa è finalmente stroncata. Il mix fra giovani di qualità (come Juan Jesus, Nagatomo e Ranocchia) e senatori satolli d’orgoglio(come Samuel, Zanetti e Cambiasso), oltre alla sapienza tattica di Strama, è la chiave di questo successo incancellabile.
Lunedì 26 novembre 2012: tre settimane dopo, però, l’Inter è nuovamente al punto di partenza. Le incertezze della Juve (pari in casa con la Lazio e sconfitta fuori contro il Milan) non vengono infatti sfruttate a dovere a causa del solo punto conquistato nelle tre gare successive al trionfo di Torino. La pessima prestazione di Parma (qui sopra uno sconsolato Nagatomo), persa 1-0 per mano del giovane Sansone, è l’emblema di questa ennesima mini-crisi che attanaglia l’Inter.
Giovedì 6 dicembre: in Europa League, intanto, l’Inter passa il turno con 2 gare d’anticipo. E lo deve soprattutto ai suoi giovani, lanciati in grandi quantità da Stramaccioni. I nerazzurri chiudono il girone al secondo posto dietro al Rubin Kazan, cui si arrendono per 3-0 nella gara decisiva per la leadership del raggruppamento. Il trascinatore europeo è il croato Livaja (qui esultante assieme a Garritano dopo un gol al Neftchi), che in 6 partite mette a segno 4 gol. Ai sedicesimi, che si disputeranno a febbraio, l’avversario saranno i romeni del Cluj.
Domenica 9 dicembre: gli accenni di crisi sono fugati dalle vittorie interne contro Palermo (striminzito 1-0) e Napoli (2-1, Guarin e Milito). La gara coi partenopei, in particolare, consacra definitivamente la stella di Guarin. Visti i dissidi tra Sneijder e società, tocca a lui mettersi l’Inter sul groppone e farla ripartire. E la sua prestazione contro gli azzurri, condita da una rete strepitosa, è il manifesto del suo strapotere fisico.
Domenica 9 dicembre: l’intramontabile Capitano, Javier Zanetti, si lascia andare ad una corsa a braccia protese durante la vittoria contro il Napoli. Ancora una volta, è stato uno dei colossi dell’anno solare nerazzurro. Come da 17 anni a questa parte, d’altronde.
Martedì 18 dicembre: l’Inter torna a stentare in campionato (sfortunato 1-0 all’Olimpico contro la Lazio), ma passa il turno in Coppa Italia. Il Verona è steso 2-0 dai gol di Cassano e Guarin. E Palacio, nel finale, finisce addirittura in porta. Cavandosela pure niente male…
Sabato 22 dicembre: le gioie di coppa non cancellano però il momento negativo in campionato. Con un Genoa in piena lotta per non retrocedere, è solo 1-1. Immobile nel finale gela San Siro, ma viene ripreso poco dopo da Cambiasso. L’ottima vena di Cassano non basta ai nerazzurri, con Livaja che si mangia una pazzesca palla-gol al 90′. L’Inter scivola in terza posizione, a -9 dalla capolista Juventus. Il sogno scudetto è definitivamente svanito?
FONTE: Twitter @GMarucci